giovedì 16 ottobre 2014

1A MOSTRA ANTOLOGICA DEL MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA - 1964





1A MOSTRA ANTOLOGICA DEL MUSEO D'ARTE CONTEMPORANEA
Galleria d'arte del Teatro Stabile di Genova
1964

Il gruppo di opere, pertinenti al Museo di Arte Contemporanea di Genova, che qui esponiamo, riesce a rappresentare con un certo equilibrio le principali tendenze visive d'oggi che, come è noto, oscillano fra la più severa e pura astrazione geometrica - 'ridotta ad un gioco di ombre o di luci su fondi bianchi - al più fantasioso ed aggressivo riaggancio con la realtà quotidiana. Nell'un caso e nell'altro sono sempre opere difficili da comprendere, giacché nonostante la semplicità di mezzi di cui oggi gli artisti, a volte, si servono, corrispondono ad una ricerca altamente specialistica.
Infatti queste immagini non hanno niente a che fare con quelle fornite, ad esempio, dalla fotografia. Esse, anche, formulano dei contenuti (il sogno d'un ritorno alla ragione, il desiderio di evasione, il piacere per la folla, la possibilità di riumanizzare il mondo che ci circonda mediante l'Ironia) che sono tipici dei nostri giorni. E la tecnica impiegata per formularle è quella contemporanea del disegno industriale, del montaggio cinematografico, della psicologia del profondo, della grafica pubblicitaria.
Di fronte a questi contenuti e a questo linguaggio ci sono solo due possibilità: accettarli, o sostituirli. Negarli è altrettanto assurdo che protestare perché le automobili fanno chiasso, o perché nelle città in cui non si costruiscono parcheggi, la vita commerciale del centro si rallenta e impoverisce. Ora, sia per accettarli, che per sostituirli, bisogna conoscerli.
Nelle città tagliate fuori dall'attualità, culturale, e che a volte, perfino, si vantano di essere immuni dalle mode, la conoscenza di questi fatti è estremamente difficile, tanto più che scarseggiano, nella stessa civilissima Italia settentrionale, le raccolte pubbliche di arte contemporanea. Questa situazione è deplorata, forse ancor più che in loco, da chi vive nelle città più fortunate (per l'arte, Milano, Roma e Torino). Ma anche in questo caso, la deplorazione non serve niente, serve l'azione. Il gruppo di opere esposte (insieme al ben più vasto gruppo ancora nei depositi del Museo), è frutto di un'azione concorde ed amichevole a favore della città di Genova; tutti i quadri sono stati offerti in dono o in deposito dagli stessi artisti; e la direzione del museo, che annovera nomi illustri nella critica d'arte contemporanea (U. Apollonio, R. Barilli, G. Beringheli, M. Calvesi, E. Crispolti, G. A. Dell'Acqua, A. Dragone, G. Dorfles, O. Ferrari, N. Ponente) si è impegnata, con lo stesso disinteresse, a reinserire Genova nell'appassionante vicenda delle immagini d'oggi.
Eugenio Battisti

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