mercoledì 10 settembre 2014

PAOLO ROSSI: LA PENA DI MORTE E LA SUA CRITICA - LIBRERIA MARIO BOZZI 1932




PAOLO ROSSI
LA PENA DI MORTE E LA SUA CRITICA
Libreria Mario Bozzi, Genova 1932

Paolo Rossi nasce a Bordighera il 15 settembre del 1900, figlio di Iride Bagnara e del noto avvocato penalista Francesco Rossi. Nel 1923, laureato in Giurisprudenza e iscritto d'ufficio all'Ordine degli avvocati, diventa il piu' giovane avvocato d'Italia. Dichiaratosi apertamente antifascista alla fine del 1926 squadristi fascisti distruggono lo studio e l'abitazione suoi e di suo padre. Collabora alla rivista «Pietre», scrive per «Il Foro ligure – Temi genovesi» il suo primo saggio di Diritto Penale dal titolo “Ingiuria e diffamazione nel progetto di codice penale”. Nel 1932 esce il primo libro, La pena di morte e la sua critica, che è sequestrato e dato alle fiamme perchè in concomitanza con la reintroduzione della pena capitale. Nel 1937 scrive il suo secondo libro, Scetticismo e dogmatica nel diritto penale, che seguirà la stessa sorte del primo. Non può avere nessuna cattedra a causa dell'obbligo di giuramento di fedeltà al fascismo, nel 1939 scrive La riforma penale inglese. Nel 1943 scrive Guicciardini criminalista, collabora a varie riviste penalisti come «Criminalia», diretta all'epoca da Eugenio Florian. Dopo il 1943 Rossi assieme alla moglie Giugi aiuta molti giovani a sfuggire ai rastrellamenti; a Barga (Lucca), entra in contatto con la Resistenza e a far parte del gruppo del CLN XI zona. Nel 1945 pubblica I partiti contro la democrazia, e alla fine della guerra è incaricato di Diritto Penale all'Università di Pisa; nel 1946 viene eletto nell'Assemblea Costituente dei 75, nei ranghi del Partito Socialista. Il 15 ottobre del 1947 è chiamato a far parte della Commissione dei 18 redattori per la messa a punto definitiva del testo costituzionale. In quello stesso anno gli è affidata la cattedra di Diritto Penale all'Università di Genova. Nel 1948 è rieletto alla Camera dei Deputati nel collegio di Genova. Nel 1950 per la Mondadori cura una antologia di scritti su Carlo Cattaneo dal titolo La società umana; nel 1951 pubblica L'insurrezione di Milano nel 1848. Dal 1955 al 1957 è Ministro della Pubblica Istruzione nel governo Segni e il 12 giugno 1958 assume la vice-presidenza della Camera dei Deputati. Il 2 maggio 1969 è nominato Giudice Costituzionale; Dal 18 dicembre 1975 al 9 maggio 1978 (con proroga al 2 agosto 1979) è Presidente della Corte Costituzionale. Il 24 maggio 1985 muore a Lucca.

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